Molto più tardi, nel 1974, in una lettera indirizzata a Sergei Sikorsky, figlio di Igor, con il quale il nostro conterraneo aveva una certa amicizia, egli così si confiderà: "Ricordando la sua gentile benevolenza sempre dimostratami mi permetto di importunarla più di tutto per dare uno sfogo alla mia continua amarezza prodotta dall'osservazione del continuo sviluppo dell'elicottero, sviluppo a cui, per strane maledette fatalità, io son dovuto rimanere sempre disgraziatamente estraneo.